Percy "thrills" Hussalonia

Download two MP3s from this record for free (as well as an ever changing array of internet only tracks) at:

http://www.soundclick.com/bands/3/hussaloniamusic.htm

Percy thrills Hussalonia is a 32minute pop record. An ideal length to play in the car while you run short errands: the post office, the video store, the grocer, a quick drive past your ex-girlfriend/boyfriend's apartment. You'll probably hear the entire disc just in time to get back home and spend the evening Googling their name. Or maybe you'd prefer to listen to the disc with headphones on while you pen them a coy love letter, only to crumple it up afterwards. You weren't really going to mail that thing, were you? I mean, get over it already.

Percy thrills Hussalonia has a good deal of songs about relationships, as well as songs about:

* Spending money that you don't have on CDs that you don't really need. * Ordering a paperback book with a thirty-year old order form. * How leaving your friends at a bar in a drunken state is kind of like a cliff hanger episode on TV. * The radio, and how bad it is, unless you're Viacom or Infinity or Clear Channel. * Being hopeful is a pretty destructive state if you're pretty set on things working out in your favor.

Recorded in glorious Huss*O*Phonia sound!

Hussalonia has been secretly releasing elusive and unpredictable records since 1997. Originally from the brow-beaten city of Buffalo, NY, Hussalonia moved to Indiana to hole-up in an apartment and record this amazing pop record without distraction.

Visit www.Hussalonia.com for more or less information.

See what the critics have to say:

Artigianato pop nella migliore tradizione USA.

Capita che in un mese notoriamente prodigo di nuovi dischi qual è il settembre di ogni anno quello che gira con più piacere nel mio lettore casalingo (in quello dell'auto non c'è gara: the Go! Team a mani basse) sia di uno sconosciuto gruppo dal profondo nulla americano. E vorrei spiegare, spiegarmi qualcosa di Hussalonia e della loro (sua?) esistenza, ma ogni informazione è lasciata intenzionalmente al di là della portata degli esseri umani. E allora qualunque giustificazione ci sia dietro l'esistenza di Hussalonia rimarrà per il momento avvolta dal mistero, se non per qualche labile indizio che evidenzia un certo amore per l'iconografia classica e il postmoderno. Quello che si evince però dall'ascolto è ben più importante: e cioè che siamo di fronte ad un genietto pop di quelli che crescono silenziosamente nell'entroterra Americano sino a diventare dei novelli Mr.E. Con la differenza sostanziale che la Dreamworks non se li porta a casa e i suoi album si trovano solo su CDBaby (e iTunes, quando arriverà da noi). Forse non ha avuto la fortuna di avere un Beck al quale essere (impropriamente) paragonato.

Percy thrills Hussalonia (il titolo va letto per esteso, sebbene nessuno lo dica esplicitamente), lungi dall'essere un album per solo trombone come annunciano le note di copertina, è un piccolo capolavoro di artigianato pop a metà strada tra la delicatezza degli Eels acquietati di Daisies of The Galaxy e la mai doma esuberanza dei They Might Be Giants. Classiche melodie da cameretta, di una impenetrabilità un po' folle che suggerisce come dietro al lavoro ci sia una - e una sola - mente all'opera. La sua follia è autocontemplativa, personale e diretta, talmente urgente da accettare come necessità la registrazione lo-fi, e costretta dalla sua stessa premura a non portare a termine quanto cominciato, inseguendo compulsivamente il proprio inarrestabile flusso creativo. Che dite, ce n'è abbastanza per parlare di Genio? Un continuum inarrestato di canzoni che seguono l'una nell'altra e sono sempre immancabilmente ispirate: ballate di vaga disperazione come Real or Imagined finiscono nel lo-fi acustico di Oh hope, why'd you do this to me?, i sentori Grandaddy di Season Finale si fondono allo swing eelsiano ricco di armonie ardite di Free Spirit, una love song perfettamente in equilibrio tra pop e acustica folk come Missing Persons si scontra con il muro del suono eretto da The Science of Hypothetics e così via. Storie quotidiane trasformate in bozzetti pop di variabile allegria che culminano in Click to Add to my Shopping Cart, verissima e triste parabola sullo sfrenato consumismo internettaro per riparare ai problemi di cuore. The records fall from my shelves/goddamn, I need some more è una frase talmente calzante che ogni volta che la ascolto mi guardo alle spalle per sincerarmi che non ci sia nessun Hussalonia a spiarmi.

Quello che Mr. Hussalonia non può nascondere dietro simili meraviglie è la sua bislacca malinconia, il desiderio di cantare delle cose storte e inesprimibili, come quando passate in macchina davanti alla casa di una vostra ex e i pensieri si accumulano senza mai trovare sfogo. Ecco, qui trova pace Percy Thrills Hussalonia, questa è la sua intima e imbattibile forza e al tempo stesso il suo problema: è musica per audience consolidate e confidenti come quella di Eels ed Xtc, ma senza che ci sia un pubblico di proporzioni sufficientemente vaste ad apprezzarla. Ecco, ho l'impressione che Mr Hussalonia sarebbe perfetto per scrivere su questa webzine. Lui sì che mi capisce. Solo lui.

Per questo continuo ad ascoltarlo, per questo metto il pipistrello ad un album così palesemente incompleto. Perché vedete, questo è un disco di cui mi posso fidare. Di quelli che puoi tirar fuori dalla polvere dopo cinque anni e sembra che siano passati solo cinque minuti dall'ultima volta. Piccolo e meraviglioso.

--Salvatore Patti, October 2004, http://www.indiepop.it/

Percy thrills Hussalonia: Lo-fi Pop

Hay ciertos elementos que nos caracterizan y que nos definen; detalles que nos hacen destacar de manera sutil sin darnos apenas cuenta; pequeños tics que nos describen y que quizás hayamos adquirido por costumbre. A veces estos elementos pueden venir encarnados en objetos de los que nunca nos separamos, tales como una pipa, una gorra, o en el caso de un músico, un instrumento. Eso es lo que le ocurre a Hussalonia, un polifacético artista que se esconde bajo ese pseudónimo para modelar piezas de un entalle rústico, pero manido, en todo caso original. Y que como ya avanza la contraportada de este Percy Thrills Hussalonia, ...Percy (personaje inventado por él mismo) anunciaba que el nuevo álbum iba a estar compuesto estrictamente bajo la linea de su trombón...; quería dar protagonismo a la lírica que puede ofrecer la armónica composición entre los acordes de tal instrumento en equilibrio con un sereno acompañamiento vocal.

Pero en Percy Thrills Hussalonia lo que podemos encontrar finalmente, aparte de la fluidez en el trabajo del artista, son ciertos guiños a algunos de los mitos que ha dado la historia del rock de todos los tiempos, quizás en un timbre de voz que viene a recordarnos en según que momentos al mismísimo Marc Bolan. Aunque la linea del transcurrir de esas melodías tan arraigadas a lo lo-fi, nos hagan pensar en formaciones mucho más actuales como Grandaddy por ejemplo. De todas formas no deja de chocar el hecho de que para crear expectación, se haya echado mano de ese omnipresente (aunque inexistente) trombón, que queda grabado en nuestra memoria, ya de un modo repentino, tras observar la portada del disco en el que aparecen dos soldaditos tocando sendos instrumentos en la esquina de una casa de lo que parece ser un barrio residencial de Estados Unidos entre los años cuarenta y cincuenta. A destacar temas como Real or Imaginated en clave acústica, Free Spirit donde se acompaña de un piano, o Missing Persons en la que da cabida a la melancolía más folky.

Un trabajo imaginativo de una carrera apenas conocida en nuestro país, pero que seguro tras la escucha, dejará a más de uno estupefacto y con ganas de dejarse arrastrar de nuevo por la simpleza de los resultados tan grandes que a veces pueden dar los detalles más pequeños. Para ...escuchar en el coche camino a la oficina de correos, al videoclub del barrio o pasando por delante del apartamento de tu ex-novio/a..., como nos anuncia su web.

--Sandra Castro, November 2004, http://www.popchild.com

Concise! Not a moment wasted or needlessly repeated! -Nina Peel, author of Say it, Faster!

Percy sounds like the White Album, had it been written in 1965, but recorded in 1971 -Bernard Fenton, author of 1985-An Orwellian Sequel

Thomas Edison would be pleased to see how much electricity Hussalonia used in the making of this CD. Not because he was the first man to tame nature's beast, but because he owned the electric company. -Sandy Carter, author of Electric Means Electric!
15 items found

Song(s)